
“Dopo alcune ore di esercizio, - dice Flesch - ad un tratto, avviene un fenomeno singolare che spaventa l’allievo: gli sembra di suonare cioè con peggiore intonazione di prima”. In realtà raffrontando il suono intonato con quello falso l’orecchio diviene così sensibile da tollerare meno le imperfezioni. Con l’esercizio assiduo però, si impara a giudicare e correggere in una frazione di secondo il suono ottenendo la purezza voluta.
1- Un po' di Quark: nel filmato il viaggio delle onde sonore dal timpano, al cervello
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