
I bozzetti esercitano sempre un fascino particolare. I segni della matita vanno alla ricerca della linea giusta e la loro oscillazione
comunica all'immagine un
“palpito” vitale.
Si può dire che il disegnatore
vibra come un violinista che fa oscillare l’altezza della nota, velocemente, in avanti e indietro.
In definitiva il musicista
stona velocemente, per difetto ed eccesso, ma il nostro orecchio
non coglie le
“stonazioni”; coglie solo
una nota centrale che porta con sé il
palpito che rapisce.
Allo stesso modo, la linea finale del disegno contiene in sé tutte le altre. Ne è la quintessenza. (La vignetta è tratta dal primo numero de Lo Sconosciuto: "Poche ore all'alba" del 1975)
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