
La “fama”? Può dipendere da una parola di troppo. Nel
1803, a
Vienna,
Beethoven conobbe
George Bridgetower (1780–1860) un virtuoso violinista mulatto, nato in Polonia e vissuto in Inghilterra .
Beethoven rimase talmente impressionato dal talento violinistico di
Bridgetower da volergli dedicare la
Sonata per Violino e Pianoforte n.9 in la maggiore op.47 con la amichevole dedica
“ Sonata per un mulatto lunatico” (a quanto pare Bridgetower aveva un umore melanconico e triste) . Alla prima,
Beethoven accompagnò al piano
Bridgetower che apportò alcune variazioni molto gradite al maestro che si interruppe nel bel mezzo dell’esecuzione per esclamare
“ Ancora una volta, mio caro compagno”. La calda amicizia tra i due ebbe vita breve: A quanto pare,
Bridgetower offese una signora che si rivelò essere una “amica” di Beethoven. Il maestro, risentito, decise di dedicare il brano a
Rudolphe Kreutzer che in realtà non lo suonò mai, dicendo che era già stato suonato una volta e inoltre era troppo difficile…. Di fatto, però, tutti continuano a chiamare quel brano sonata
Kreutzer e non è rimasta traccia della dedica al gran virtuoso
“mulatto lunatico” George Bridgetower
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